Mercato immobiliare in gran ripresa nei prossimi tre anni

Riuscire ad acquistare o vendere una casa nel 2021 significa innanzitutto conoscere le previsioni del mercato immobiliare, specialmente dopo un anno così imprevedibile. 

Il mercato immobiliare nel 2021 si sta trasformando a gran velocità e gli esperti del settore  stanno assistendo a un vero e proprio rimbalzo post-pandemia tra tassi ipotecari costanti, recuperi di posti di lavoro e legge della domanda e dell’offerta che “lavorano insieme” per far decollare le vendite degli immobili. Dimenticando per un attimo l’inizio del 2020, dove tutte le incognite causate dalla pandemia hanno intimidito acquirenti e venditori di case, si osserva ora una forte ripresa: alla fine del 2020, è stato previsto che i bassi tassi ipotecari e l’aumento dei lavoratori a distanza (con orari flessibili) avrebbero continuato a far crescere le vendite di case, ed, in effetti, mettendo a confronto tali previsioni con i numeri del primo trimestre del 2021, pare che la realtà stia superando le aspettative.

Entro i prossimi cinque anni, malgrado il settore immobiliare rimanga ancora condizionato dall’impatto che la pandemia ha avuto e continua ad avere, prevede una definitiva ripresa, in considerazione sia della stabilità dei prezzi, che alle novità in termini di tipologia di costruzione, dovendo prossimamente ripensare al concetto di casa e di ufficio, visto soprattutto il  fenomeno dello smart working, che ha rivoluzionato il tempo e le attività di chiunque.

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Come sta andando il mercato immobiliare a Roma

Il  mercato immobiliare di Roma (che conta più di due milioni di abitanti) è stato colpito dalla pandemia, ma soprattutto dalle misure restrittive che, durante lo scorso anno, hanno fatto si che nel corso dei primi sei mesi si registrasse un calo dei prezzi pari all’1,5% e del numero delle compravendite del 19,3%. 

Il settore rimane caratterizzato da una certa dinamicità, specialmente nel Centro storico: spesso i cittadini, in questi mesi, hanno ricercato una soluzione immobiliare che potesse migliorare le condizioni attuali, trattandosi di un territorio con un certo rilievo dal punto di vista immobiliare nel panorama nazionale. La qualità degli immobili registrati tra gli acquisti delle “prime case” è stata relativa alle esigenze poste dagli acquirenti in un’era post-lockdown, prediligendo strutture con ascensore, luoghi panoramici, e abitazioni luminose, per lo più con spazi esterni.

Le zone in cui si registra un elevato numero di annunci pubblicati, sono Collatino (con più di cinquemila annunci immobiliari tra affitto e vendita), GianicolenseMonte Sacro/TalentiOstiaAurelioTuscolanoPortuenseTrieste. Durante il primo semestre del 2020, le compravendite nella capitale sono state 13.461, in calo del 19,3%, a causa della pandemia e delle conseguenti  misure restrittive, le quali hanno dilatato soprattutto i tempi di vendita. Al primo posto si osserva una elevata richiesta di trilocali con il 46,9% mentre i bilocali raggiungono una quota del 29,9%. Chi acquista spesso punta alla ristrutturazione degli immobili “grezzi”, riuscendo a sfruttare le agevolazioni fiscali varate dal Governo: nel caso in cui si parli della richiesta di un mutuo, è possibile beneficiare di tassi di interesse minimi (è possibile aprire un mutuo per ristrutturazione, realizzando, di fatto, un investimento a lungo termine). 

Gli effetti dello smartworking sul mercato immobiliare 

Le grandi città, fino a questo momento, hanno ospitato la maggior parte delle attività economiche che si sviluppano in una nazione: le sedi lavorative presenti in città permettono di gestire una copertura dei servizi necessari allo sviluppo di una determinata impresa. La telematizzazione delle attività lavorative, senza dubbio comporta dei vantaggi per quel che riguarda lo sviluppo dell’organico di una determinata azienda, facendo si che si possano assumere dipendenti sparsi in tutta la nazione, o addirittura all’estero.

L’impatto dello smart working si rivela essere un altro effetto provocato dal Covid ed è pronto a cambiare il mercato immobiliare relativo ad appartamenti e uffici: l’emergenza sanitaria (e, di conseguenza, economica) ha provocato una notevole fuga verso i territori più circoscritti, generalmente paesi o aree interne, dove sono maggiormente presenti spazi o giardini, sfruttando il lavoro da remoto, che ormai caratterizza la nuova era delle attività lavorative, dando sempre meno rilevo al concetto di distanza tra abitazione e ufficio

Si è discusso di una vera e propria “fuga dalle città”, che sta pian piano cambiando il mercato immobiliare, sotto il profilo abitativo, commerciale e lavorativo. In Italia, generalmente, abitazioni e uffici sono “due comparti” legati, ma la rivoluzione digitale, la distanza ed il lavoro “smart”, sono elementi che stanno comportando la rinascita di certe aree interne, con conseguenze relative ai costi, ai prezzi, ed al quantitativo di compravendite sulle metropoli medio-grandi in Italia.

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L’impatto del vaccino e gli scenari futuri 

La pandemia da coronavirus ha provocato non soltanto un’emergenza sanitaria senza precedenti, ma ha definitivamente mutato gli scenari che si prospettano tra nuove domande e nuovi trend abitativi, che stanno interessando l’attività degli agenti immobiliari e degli esperti del settore. Nel 2020, sono state introdotte nuove tendenze, tra cui la ricerca di spazi esterni evidenziando un rialzo della richiesta di location semicentrali e periferiche dove è stato possibile acquistare spazi ampi a budget inferiori.

Il 2021 sta osservando un recupero generale degli investimenti, ma il punto cruciale da cui dipenderanno le sorti del mercato immobiliare sarà relativo agli andamenti dell’economia italiana ed alla gestione dei posti di lavoro. Tali prospettive rimangono  attualmente nebulose a causa degli effetti della pandemia, dovendo fare i conti con incertezze, emergenze e aspettative legate anche alla campagna vaccinale in corso.

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